Purtroppo la caduta parlamentare (mancanza di voti per defezioni di deputati eletti nel suo partito) e costituzionale di quest’uomo è stata assimilata da un punto di vista mediatico alle disfatte di dittatori come Gheddafi, o come Mubarak, in una fase storica in cui in Italia ma anche nell’Occidente si registra un crescente malessere e malumore nei confronti della democrazia, come dimostra il movimento dei vari indignados dalla Spagna agli Stati Uniti, passando per le violenze di Roma.
Ma abbiamo visto anche migliaia di manifestanti dall’aria molto truce occupare lo spazio televisivo dei luoghi della politica ‒ Palazzo Chigi sede del governo, via del Plebiscito sede della dimora privata e anche pubblica di SB, il piazzale antistante il Quirinale ‒ e dar luogo a una manifestazione di liberazione per quella che viene presentata come la caduta del tiranno, con slogan da latrina e da osteria, che hanno fatto il giro del mondo.
Sì, certo, per dare un esempio falcidierà le caste, farà strage degli stipendi e delle auto blu della politica, ma in definitiva dovrà metter fine a una storica stagione di lussi sociali della società italiana dove per oltre mezzo secolo è stato vietato licenziare nel pubblico ma anche nel privato, promettendo costosi scivoli a intere categorie e fasce d’età, ciò che ha ingessato l’economia, creato sacche di privilegi e di zone di evasione fiscale a suo modo virtuosa (Se dovessi pagare le tasse dovrei chiudere l’azienda e mettere i dipendenti sul lastrico, dicono molti imprenditori veneti e non siciliani), tollerato come una triste necessità,una economia parallela del riciclaggio e della operosa criminalità organizzata che forma il reddito in nero di intere regioni meridionali.
La furia, la foga di queste rappresentazioni teatrali ed emotive, sembrano sempre le stesse: se l’esposizione dei cadaveri di Mussolini, della povera Petacci e degli altri gerarchi appesi a testa in giù in una stazione di servizio poteva ancora far parte dei tempi insanguinati e mostruosi di una guerra (nella stessa stazione di servizio erano stati esposti poche ore prima i cadaveri di patrioti fucilati), la cagnara notturna di Roma segnata da nobili cori che intonavano slogan come Berlusconi vaffanculo sta in linea con le monetine davanti all’hotel Raphael di Bettino Craxi e altre nobili imprese di furia popolare in cui la vecchia jacquerie si è tecnologizzata e i manifestanti si sentono analoghi e omologhi agli egiziani di piazza Tahir, o ai libici della Sirte o di Bengasi.
Fonte:
http://blog.panorama.it/italia/2011/11/13/la-sinistra-festeggia-le-dimissioni-di-berlusconi-e-appoggera-un-governo-di-estrema-destra/